VIP WINE SARDEGNA

 La 26° Rassegna “Vini Novelli di Sardegna” e la seconda edizione del Vip Wine è stata aperta dal convegno tenutosi a Palazzo Boyl a Milis. Nell’incontro tecnico è emerso che per promuovere e vendere le produzioni vinicole sarde, qualsiasi esse siano, novelli o Doc, Igt e Docg e far aumentare la redditività, non basta promuovere l’etichetta o il nome del vino, ma bisogna legarlo fortemente al suo territorio, alla sua storia, alle sue tradizioni e alle emozioni che esso può dare. Il vino deve parlare di se, solo così può rimanere nella nostra memoria ed essere ricordato, acquistato e consigliato.

Legandolo al territorio e agli abbinamenti gastronomici, si crea un mix di sensazioni che genera un ricordo indissolubile del nome e del Brend.

Questo è quello che ha sostenuto Giuseppe Carrus giornalista, del “Gambero Rosso”, spiegando che non basta essere dei bravi enologi, vincere premi e essere menzionati nelle guide specializzate, ma le cantine devono, nei loro piani di marketing, creare quel legame fra produzione, territorio e cultura, quello che viene definito dai francesi “terroir”.

Oggi ci sono vini prestigiosi che abbinati alle specialità gastronomiche, diventano un attrattore turistico formidabile per promuovere le eccellenze del territorio.

Il Vermentino di Gallura, il Carignano del Sulcis, il Cannonau di Sardegna, la Vernaccia del Sinis, la Malvasia di Bosa, non sono solo vini ma percorsi e mete per conoscere la cultura del territorio e sviluppare quelle “Strade del Vino”  non ancora del tutto sviluppate per poter diventare un  reale volano del del turismo enogastronomico.

Poche sono ancora le cantine che si sono attrezzate con sale di degustazione e vendita dei loro prodotti, con personale multilingua che possa spiegare e far conoscere le eccellenze del territorio, le tradizioni culturali, le risorse artistiche ed archeologiche.

Anche i gestori dei ristoranti dovrebbe essere più attenti nel presentare e compilare la carta dei vini, fornendo le giuste informazioni ai clienti sia locali che stranieri, diventando ambasciatori dei prodotti enogastronomici locali.

L’attenzione nella scelta dell’utilizzo delle risorse pubbliche per la sviluppo della promozione della Sardegna, deve tenere conto dell’effettiva ricaduta d’immagine, di presenze turistiche e di aumento dell’export.

Non è concepibile che risorse della Comunità Europea, per la promozione dei prodotti enogastronomici sardi, sui mercati internazionali, siano tornate indietro per incapacità progettuale da parte degli imprenditori del settore, come illustrato dal dott. Melis referente dell’Assessore Regionale all’Agricoltura.

Il prossimo appuntamento dell’Expo 2015 a Milano è un’occasione da non perdere per promuovere il “Brend” Sardegna come isola d’eccellenza per i prodotti agricoli, enogastronomici e turistici, unici nel bacino del Mediterraneo.

Tutti gli interventi dei relatori hanno sottolineato l’importanza della necessità di una promozione unica del vino Sardo messaggero di un territorio, per lo sviluppo del mercato enogastronomico e turistico. Particolarmente interessanti gli interventi di Graziella Marchi dell’Agenzia Regionale Sardegna Promozione, di Antonio Posadini delle cantine Sella e Mosca, Enzo Biondo, Consigliere Nazionale dell’ONAV, che ha ricordato il ritrovamento, durante gli scavi archeologici in località “Sa Osa” in agro di Cabras, di semi di vernaccia e cannonau a dimostrazione che in questa zona si vinificava già dal 3200 a.c.

Bruno Atzori

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